Microfusione metalli: cos’è e di cosa si tratta

Mai sentito parlare di microfusione dei metalli?

Nel mondo delle apparecchiature industrialilo abbiamo già visto con le flange– il metodo di lavorazione è un aspetto molto importante, su cui si basa tutta la qualità del prodotto.

La microfusione -detta anche fusione a cera persa– è dunque una delle tecniche più adoperate nel campo della lavorazione dei metalli.

Ma sappiamo veramente come funzioni?

Microfusione metalli: precisione ricavata dalla fusione

La microfusione permette di raggiungere una certa precisione nel processo di forgiatura dei metalli.

Questo perché impiega delle tecniche di fusione che sfruttano le proprietà di alcuni stampi dove viene colata la cera, ricoperti successivamente da un guscio di ceramica.

Il guscio permette di resistere alle temperature elevate che si presentano nel processo di fusione dell’acciaio.

L’impiego degli stampi consente non soltanto di tollerare la creazione di modelli dalle dimensioni ridotte; ma di realizzare forme dalla foggia molto precisa e complessa, con la presenza di minuti rilievi, cavità e finiture molto certosine.

Sebbene quando si parla di microfusione ci si riferisca essenzialmente a un processo industrializzato e automatizzato, non mancano, però, alcune fasi manuali.

Le stesse che consentono standard tanto elevati di precisione e forgiatura.

Microfusione metalli: cera a perdere

Se si dice fusione a cera persa è perché la cera che viene persa durante la lavorazione viene raccolta in modo da riutilizzarla nelle successive microfusioni.

Gli stampi sono modellati seguendo fasi rigide e molto precise, a loro volta scomposte in passaggi più minuti.

Vogliamo vederli insieme?

Sono proprio questi passaggi il segreto di una lavorazione tanto pulita e minuziosa.

Prima fase microfusione metalli: grappolo di cera

La fase propedeutica a tutto il processo di microfusione dei metalli.

Senza farvi particolare attenzione, gli stampi potrebbero non rispettare quei particolari standard di precisione che caratterizzano la microfusione.

Inutile dire che i calchi debbono riprodurre perfettamente le caratteristiche del prodotto a cui fanno da stampo.

Perché questo avvenga perfettamente, occorre rispettare questi step.

  • La cera va inserita negli stampi tramite iniezione. In questo modo, ripeterà la forma esatta
    dell’oggetto da riprodurre.
  • I piccoli stampi vanno assemblati seguendo una particolare alberatura, così da disegnare un grappolo. Anche l’alberatura è fatta di cera: per far sì che i pezzi si saldino formando il grappolo, questi saranno sottoposti a un processo di lieve fusione.

Seconda fase della microfusione metalli: creazione guscio ceramico

Ecco che arriviamo alla creazione del famoso rivestimento in ceramica.

La ceramica vanta la proprietà di resistere alla temperatura di fusione dei metalli; ma perché questa sia di fatto tanto resistente serve prendere alcuni accorgimenti.

  • Assemblato il grappolo di cera, bisogna sottoporlo a diverse sessioni di bagni ceramici, così da creare un resistente guscio di ceramica.
  • Immersione e successiva asciugatura sono reiterate a più riprese, fino a ottenere lo spessore
    richiesto.
  • Una volta piallato perfettamente il guscio di ceramica, è possibile introdurlo in forno a una temperatura di 1200-1300°. Prima di arrivarci, però, bisogna sottoporlo a temperatura più bassa, in modo da sciogliere la cera e riutilizzarla nelle successive lavorazioni.

Terza fase processo microfusione: metallo fuso sugli stampi

Pronti gli stampi, si passa al vero processo di lavorazione del metallo.

Il metallo viene versato negli stampi ed estratto tramite la rottura del guscio di ceramica.

Anche in questo caso, ovviamente, sono necessarie alcune premure.

  • Il metallo fuso va fatto colare immediatamente dopo l’estrazione dello stampo. In questo modo, lo shock termico sarà basso e la curva di raffreddamento sarà controllabile e moderata.
  • Solidificato il metallo, viene effettuata la rottura del guscio. Questa avviene tramite l’impiego di particolari tecniche e macchinari: taglio con flessibile oppure con fiamma.

Quarta fase: controlli ed eventuali miglioramenti

Per quanto siano precisi gli stampi, tuttavia, il processo di microfusione non basta a conferire un aspetto tanto curato e preciso al prodotto, se si limita alla semplice estrazione del metallo dal guscio di ceramica.

Per le rifiniture e l’accertamento degli standard serviranno quindi alcuni controlli.

  • Il prodotto estratto dagli stampi viene sottoposto a pulitura, rettifica dimensionale, lucidatura
    e lavorazione a CNC
  • Viene realizzato l’esame chimico della composizione del metallo e l’esame finale di imballaggio e spedizione.
  • Superati i controlli, il prodotto è pronto per la spedizione

Ricordiamo che il processo di microfusione tollera ogni genere di standard dimensionale: prodotti
che partono da pochi grammi di peso per arrivare a oltre150 chili.

Vantaggi e svantaggi della lavorazione in microfusione

In termini di precisione e rifinitura, i vantaggi della lavorazione in microfusione dei metalli sono indubbi; tuttavia vi sono alcuni problemi relativi alle caratteristiche di struttura e compattezza, che con questo metodo di lavorazione non vengono preservate.

C’è un altro metodo di lavorazione che, pur risultando meno preciso, mantiene intatte queste proprietà ed è il processo di saldatura a mano

I prodotti di Pantalone

Vi abbiamo ragguagliati su uno dei processi di lavorazione più impiegati nel campo delle apparecchiature industriali.

Che ne direste, adesso, di dare uno sguardo al catalogo dei prodotti della Pantalone SRL Unipersonale?

Un vasto stock di flange, tubi e prodotti di raccorderia che contraddistinguono da anni la nostra
realtà imprenditoriale.